Come raggiungere un obiettivo in coaching

Siamo coach e vogliamo che i nostri clienti possano raggiungere un obiettivo in modo lineare, pulito ed ecologico. Vediamo 7 caratteristiche fondamentali.



TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO, CONDIVIDILO CON I TUOI AMICI!


Il meraviglioso lavoro del coach. Il lavoro del coach è il miglior lavoro del mondo perché non dobbiamo dare risposte, il nostro compito e la nostra maestria è misurata nella qualità delle domande che riusciamo a formulare e a porre al coachee. La nostra capacità di coach è quella di aiutare, accompagnare il coachee che troverà da solo la (o le) sue risposte.

Le domande da fare. Per aiutare il coachee a formulare bene e a raggiungere un obiettivo, a non lasciare aspetti di esso insondati, è bene considerare almeno questi seguenti 7 aspetti fondamentali dell’obiettivo. Vediamoli insieme:

1. VALORI Vogliamo chiedere al coachee “Perché lo vuoi?”, “Cosa ti darà?”, “Chi diventerai?” e lasciargli il tempo di rispondere, anche tra un incontro e l’altro.

2a. LA POSSIBILITÀ Il coachee deve rendersi conto se è qualcosa di possibile con i suoi tempi e i suoi impegni. Quindi gli chiederemo: “Sarà possibile?” … nonostante tutto, con ciò che hai intorno, a livello di tempo, ambiente, relazioni…

2b. L’UTILITÀ Insieme alla possibilità vogliamo verificare che sia utile alla vita in generale. “Cosa apporterà?”, “In quali altri aspetti della vita produrrà un effetto positivo?” In questo altro video parlo di più vantaggi per un obiettivo.

3. L’ECOLOGIA Vogliamo sapere se l’obiettivo non blocchi altri aspetti della vita del coachee. In questo caso, il classico esercizio della Ruota della vita (che puoi scaricare in video tutorial dal mio sito di Indipendenza Emotiva)

4. IL CLASSICI REQUISITI DI UN OBIETTIVO… E’ espresso in positivo? E’ espresso in dettaglio? E’ sia fattibile che motivante? (vedi il video per esempi di questi requisiti). E’ a scadenze espresse in positivo? Queste sono tutte domande che vogliamo porre o caratteristiche che vogliamo verificare nel momento in cui il nostro cliente vuole raggiungere un obiettivo.

5. MICRO-OBIETTIVI Vogliamo anche che il nostro coachee si renda conto che un obiettivo si divide in tappe mensili, settimanali, quotidiane… Addirittura per ogni azione messa in atto verso il raggiungimento dell’obiettivo. La suddivisione in micro-obiettivi ci sarà utilissima per la motivazione e per vivere i vantaggi immediati. Per motivarsi, ti consiglio questo mio video su come motivarsi.

6. SCRIVERLO Voglio proporre al mio coachee, sia durante l’incontro, sia (io preferisco) tra un incontro e l’altro, di scrivere il suo obiettivo. Solo il fatto di pensare alle parole giuste, di rileggerle, di arricchire i pensieri sull’obiettivo ogni volta che lo si corregge e rilegge, permetterà all’interessato di rendere l’obiettivo sempre più vivido nella sua mente.

7. VISUALIZZARLO Questa è la parte che io preferisco. Mi piace moltissimo proporre e insegnare al cliente come visualizzare in dettaglio il suo obiettivo. Questa è la terza parte di un mio incontro di coaching, seguendo l’OMI model che puoi scaricare come materiale gratuito dal sito e che presento al mio corso “ Strumenti di Coaching” a coach, counsellor e psicologi.

Seguendo queste semplici (e veramente classiche) indicazioni su come poter raggiungere un obiettivo, potrai facilmente guidare il tuo cliente nel raggiungimento del suo. Buon lavoro da coach!














Lavora oggi su cosa dire e come parlare. Usa le visualizzazioni, conosci la mente del tuo interlocutore, aiutalo al meglio. Ti seguirò passo passo anche nel gruppo di supporto incluso. Puoi iniziare adesso con la formazione online “Strumenti di Coaching” e la formazione online “L’arte di Visualizzare“.





Perché ruba i giocattoli?
Dimagrire con la forza della mente inconscia
Le parole magiche “e basta” – Podcast
Linguaggio verbale e non verbale nel discorso di fiducia di Renzi al Senato
Time In: alternativa alle punizioni e al Time Out
Quella maledetta pancetta ...che non se ne va
Il potere degli altri: tra buone relazioni e cattive relazioni
Chiacchierando, la PNL conversazionale
Stare con i figli: tempo di qualità o quantità di tempo?
Emanuela: meno 46 kg …grazie a un libro (e al cd allegato)!
Il corso Indipendenza Emotiva in rima
Milton Model svelato

Potrebbe piacerti anche…

Coach sul lavoro o lavoro di coaching? Chi è un coach sul lavoro? Una figura scelta all’interno dell’organico, formata appositamente, o un esperto dall’esterno? Il manager può essere un coach su richiesta, per appuntamento o in modo amichevole e conversazionale. Il leader avrà...
Onde cerebrali nelle visualizzazioni Cosa vuol dire avere uno stato alterato di coscienza a livello di onde cerebrali? Perché se tesi o nervosi il nostro cervello ha fequenze diverse di quando siamo rilassati o addormentati? Cosa succede nella testa? Su che tipo di programma radio ci...
Collega impertinente: 2 secondi e 7 strategie per gestirlo In ufficio ce n’è quasi sempre uno… di collega impertinente. Vediamo come 2 secondi di pausa tra la sua intrusione e la tua risposta possono salvarvi il rapporto e il clima emotivo in ufficio. Due secondi per scegliere quale strategia adottare Due...
Quando il cliente crede di sbagliare ma… Capita a volte in cui il cliente crede di sbagliare ma in realtà sta facendo tutto giusto. Vediamo perché e cosa fare… La situazione. Stai seguendo un cliente per il raggiungimento di un obiettivo, a te pare che le cose vadano lisce ma il cliente...
Riunione del lunedì mattina e generalizzazioni – Podcast In questo articolo ti parlo di come siano terribilmente inefficaci le riunioni del lunedì mattina, specialmente quando il dirigente impartisce ordini senza specificare a chi e usa quei verbi al “facciamo”, “dobbiamo”, “prendiamo”,...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *