6 tipici problemi nei team di lavoro

In un team di lavoro ci sono persone e gruppi, con personalità e obiettivi personali… tensioni e prevaricazioni, silenzi e rallentamenti nei lavori. Qui individuo sei domande che rispecchiano tipici problemi nei team.



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Di che problema si tratta?

Ti propongo qui di seguito 6 domande per chiarire tipici problemi nei team, problemi che si percepiscono anche se non è chiara l’origine del conflitto. Vediamole insieme e analizziamo le rispettive situazioni e soluzioni con attività di team building:

1. CI SONO CONFLITTI TRA CERTI ELEMENTI DEL TEAM E CHE CREANO DIVISIONI NEL TEAM STESSO?

Immaginiamo che Marco e Luca fanno parte del team di vendita ma che da quando è arrivato Luca, elemento sveglio e competente, le cose non sono migliorate, piuttosto c’è tensione nell’aria… Cosa fare in questo caso? Questa è la situazione in cui chiarirsi è importante, e imparare a porre domande utili per capire i vari punti di vista è fondamentale. Un possibile esercizio da proporre al team, o solo ai due elementi, potrebbe essere quello di immaginare di trovarsi sulla nave alla deriva. Il gioco di Team Building della nave alla deriva presuppone che si debba decidere in gruppo cosa portare con sé dalla nave. Un preciso numero di cose da portare sulla vicina isola di approdo. Ciascun elemento del team, tra cui Marco e Luca, dovrà scegliere cosa portare da una lista di cose. Naturalmente l’elenco delle cose disponibili supera il numero degli oggetti che si possono portare sull’isola. Questo creerà possibili disaccordi da giustificare o collaborazione che unisce il team.

2. I MEMBRI DI UN TEAM DEVONO IMPARARE A CONOSCERSI MEGLIO?

Anche qui possiamo immaginare sempre il team di vendita di prima. Luca arriva nel team e nessuno lo conosce. Lui cerca di imporre la sua metodologia ma non piace ai veterani come Marco. Se imparassero a conoscersi meglio aiuterebbe a sciogliere il ghiaccio e avere altri argomenti estranei al lavoro di cui parlare. Una semplice attività di condivisione di storie d’infanzia per esempio, potrebbe aiutare a trovare punti di incontro, divertimento o semplice solidarietà. Ciascun membro del team viene avvisato il giorno prima dell’attività per avere il tempo necessario a prepararsi una o più storie da raccontare. Se si ha il tempo per più storie si può proporre di raccontare una storia triste, una divertente e una da eroi. Dopo questa attività sarà utile dare ai membri del team il tempo e occasioni per conoscersi anche per altri aspetti della propria vita, per esempio un hobby o la situazione famigliare…

3. CI SONO MEMBRI NEL TEAM CHE PENSANO AL PROPRIO SUCCESSO A DISCAPITO DI QUELLO DEL GRUPPO?

Qui si sale di grado nella problematica del team. Ora, io non sono una esperta di calcio (!) ma tutti dicono che se uno fa troppo la prima donna, la squadra ne risente, perde il giusto affiatamento e la giusta motivazione per “sacrificarsi” per il gruppo. Ho maggior esperienza in team di pallavolo nella mia adolescenza e le dinamiche sono le stesse, se una compagna pensava solo a sé e a mostrare solo la propria bravura, dopo poco le altre manifestavano scontento e diminuivano le performance in partita.

Come risolvere questi problemi nei team? Suggerirei al team leader di avere un colloquio one-to-one con il membro che pensa solo a sé e usare sempre gli strumenti delle domande utili. Sicuramente anche questa persona avrà vissuto situazioni “dall’altra parte” e si renderà conto che lavorare per la vittoria della squadra a lungo andare paga sempre, anche per la propria carriera! Gli strumenti che il team leader dovrà padroneggiare sono appunto le domande utili e la critica del panino (vedi sotto per che cos’è).

4. TEAM DIVERSI ALL’INTERNO DELLA STESSA AZIENDA NON SANNO COME COMUNICARE TRA DI LORO?

Classico esempio presente in molte aziende. Si tende a scaricare il barile all’altro team, a dare la colpa a “loro” perché non fanno ciò che gli chiediamo o lo fanno male o in ritardo. Qui un fantastico scambio di ruoli è divertente e efficacissimo. Per una sola giornata, nella realtà o solo per una simulazione, i due team potrebbero scambiarsi il ruolo. Immaginiamo il team di vendita e il team di marketing che si scontrano.

Il primo dice che quelli del marketing non gli preparano il terreno, non fanno cose utili per agevolare la vendita. E quelli del marketing dicono che i venditori non capiscono niente di comunicazione, di relazioni con i clienti a lungo termine e che a loro basta chiudere la vendita oggi senza curarsi del domani. Se questo è il caso, io suggerirei di scambiarsi i ruoli e mettersi nei panni gli uni degli altri. Per un giorno, per due ore. Dipende… Quando avranno capito e si saranno ammorbiditi si potrà ritornare a lavorare con spirito più collaborativo tra team.

5. LAVORANO BENE DA SOLI MA NON IN TEAM?

E’ perché si isolano, perché credono che la loro sia la metodologia o la strategia migliore e i problemi nei team sono impregnati anche da questa fastidiosa rogna. Cosa fare? Un’attività di team building da proporre in questo caso potrebbe essere quello dell’uomo bendato. Liberate una stanza o andate in un parco vicino e preparate lo spazio o il terreno con degli ostacoli. Uno nel gruppo viene bendato, lo si fa girare su se stesso per un paio di giri (lentamente!) e poi da questo momento in poi lui deve restare muto, solo gli altri dovranno dargli indicazioni per muoversi. Ad ogni oggetto/ostacolo toccato accidentalmente dall’uomo bendato si ricomincia da capo. Lo scopo è capire come anche le semplicissime indicazioni devono essere date e che devono essere date nel modo corretto. Lo scopo è quello di mostrare al team che ci si deve parlare anche per le più piccole esigenze.

6. IL TEAM VA MALE O NON VUOLE ACCETTARE DI ANDARE AVANTI?

Diciamo che sono tutti affiatati, forse troppo, e hanno perso quel minimo di spirito di competizione, non si sfidano, non hanno più voglia di mostrare quanto sono bravi ad apportare la differenza nel team. Diciamo pure che non gradiscono le novità, dei social per esempio, o di altre innovazioni necessarie per il proprio business. Cosa fare per questi problemi nei team? A volte il “divide et impera” funziona.

Se insieme fanno comunella e barriera verso la crescita e il progresso, potrebbe essere utile intrattenere colloqui individuali con ciascuno dei membri del team. Anche qui il team leader potrà con le giuste domande utili (e non semplicemente spiegando e annoiando l’interessato – disinteressato – quanto sia giusto e utile all’azienda cambiare) far capire al collaboratore quanto i cambiamenti lui/lei li adotti comunque, sul lavoro o nella vita privata. Scoprire da soli la propria motivazione a migliorarsi e a formarsi è l’unica strada che suggerirei. Imporre l’impegno solo perché “i tempi cambiano” o “l’azienda lo richiede” sarebbe come parlare al vento.

Team Building o colloquio individuale?

Ecco allora, con 6 semplici domande ti sei fatto un’idea di quali problemi nei team un’azienda possa soffrire, sia che tu li stia vivendo adesso, sia che tu ti voglia preparare in anticipo. Gli esercizi di team building proposti sono facili da attuare e efficaci se prendete il tempo di arrivare alla morale finale. Le attività di team building non saranno efficaci se l’azienda le prende come attività ludiche di svago. Il giusto strumento e la morale a conclusione sono fasi fondamentali per il successo di queste attività.

Invece, il team leader che parla ai membri del suo staff individualmente dovrà imparare a padroneggiare gli strumenti che mettono in pratica il Meta modello di PNL: le domande utili e la critica del panino per fare una critica costruttiva.



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